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ASCO 2015: illuminazione e innovazione

By 26 Maggio 2015Aprile 7th, 2021No Comments
Dai congressi

Nonostante la crisi, sono ancora molti gli oncologi italiani alle prese in queste ore con borse e passaporto. L’ASCO 2015 è alle porte e la delegazione del nostro Paese anche quest’anno sarà tra le più numerose a Chicago, per il 51° Congresso, l’evento per eccellenza nel settore oncologico. Da qualche anno le immunoterapie la fanno da padrone. E tutto lascia presentire che le parole-chiave del congresso di quest’anno – Illumination e Innovation – troveranno riscontro soprattutto nei dati che emergeranno da quegli studi clinici in grado di evidenziare un promettente, nuovo ruolo dell’immunoterapia in pazienti affetti da un’ampia gamma di tumori solidi.

Stando agli abstract di cui già disponiamo, i nuovi risultati dimostrano infatti, per esempio, l’efficacia di farmaci immunoterapici che hanno a bersaglio la proteina PD-1 nei tumori avanzati del fegato, del testa-collo, del polmone e del colon-retto. Ormai, l’immunonoterapia è uscita dall’hortus conclusus del melanoma, dimostrando la propria efficacia in molti tumori solidi. È da sottolineare che diversi di questi studi hanno anche identificato i marcatori genomici utili a determinare quali pazienti possono trarre beneficio da queste nuove terapie per la cura di tumori particolarmente insidiosi e ancor oggi poveri di soluzioni terapeutiche.

Tuttavia, l’innovazione è tale davvero solo se riesce a incidere sulla salute delle persone malate. E oggi il costo delle nuove terapie costituisce un ostacolo che gli oncologi presenti all’ASCO hanno ben presente: la vera questione mondiale è la sostenibilità dei costi delle cure. Alcuni Paesi, anche europei, non sono in grado di assicurare ai loro cittadini le migliori terapie. Il problema negli Stati Uniti è ancor più sentito, dal momento che molti malati non sono assicurati, o l’assicurazione non riconosce loro tutte le cure, e pertanto non sono in grado di pagarsi i farmaci. La velocità dei progressi, l’ingrossarsi delle fila dei lungosopravviventi con tumore e il costo unitario dei nuovi farmaci – sempre più oscillante tra 50 e 150.000 dollari per anno di terapia – si stringono in una matassa di problemi di difficile soluzione. Anche per questo diviene decisivo evitare l’overtreatment e la sovradiagnosi, specie  quando non siano chiari gli effetti sulla strategia di trattamento.

Seguiremo con attenzione il dibattito a Chicago e le soluzioni proposte.