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AIOM 2015, Stefania Gori: “Ciò che saremo domani dipenderà dall’impegno di oggi”

By 27 Ottobre 2015Aprile 7th, 2021No Comments
Dai congressi

Stefania Gori, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Ospedale Don Calabria-Sacro Cuore di Negrar è il nuovo Presidente Eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la più importante e rappresentativa Società Scientifica dell’Oncologia italiana, che raggruppa oltre il 95% dei medici che si occupano di questa disciplina. Tra due anni sarà la prima donna a guidare la Società Scientifica. È stata nominata durante il XVII Congresso Nazionale degli oncologi che si è da poco concluso a Roma e ha visto la partecipazione di oltre 3.000 specialisti da tutta Italia. La Gori, dopo aver lavorato nell’Oncologia Medica di Perugia, dirige dal 2013 il Dipartimento oncologico della struttura sanitaria veronese. Dal 2007 è membro del Consiglio Direttivo Nazionale AIOM dove ha ricoperto tutte le cariche istituzionali, da Consigliere a Tesoriere fino a Segretario.

Con che animo ha accettato la nomina?
Diventare Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica è stato il traguardo di una vita professionale e di una vita associativa durata decenni. Tanto più importante in quanto AIOM è diventata oggi il punto di riferimento per il mondo oncologico italiano nelle sue diverse componenti: professionisti, pazienti, società scientifiche, istituzioni, mass media, nonché per il mondo oncologico europeo (ESMO). E questo è il risultato del lavoro di tutti noi che, insieme, in questo ultimo decennio, siamo riusciti infatti a trasformare AIOM in una società scientifica “moderna”, dinamica, piena di idee e di programmi che giorno dopo giorno riusciamo a realizzare.

Ricollegandosi anche ad una storia ormai prestigiosa…
Certo. L’AIOM di oggi è anche il risultato di 42 anni di attività e di lavoro coordinato da tutti i Direttivi Nazionali precedenti e da tutti i past president, con il supporto dei coordinatori regionali e dei soci, senza protagonismi: questa è la via che dobbiamo continuare a percorrere, aperti ad ogni suggerimento. Due past president, Gianni Bonadonna e Marco Venturini, non sono più tra di noi: entrambi ricercatori clinici, hanno dato un contributo scientifico importante all’AIOM , ma anche un contributo organizzativo: Gianni Bonadonna ne è stato uno dei soci fondatori e Marco Venturini ha indicato, tra l’altro, la necessità di applicare una metodologia alle Linee Guida AIOM e la opportunità che la nostra società scientifica iniziasse ad occuparsi in maniera concreta di ricerca clinica.

Quali linee programmatiche intende perseguire, nella sua Presidenza?
Ricordiamoci sempre che ciò che siamo oggi è frutto del passato e ciò che saremo domani dipenderà dall’impegno di oggi. La mia responsabilità per questo biennio, come Presidente Eletto, sarà quello di collaborare con il Presidente, con il Direttivo Nazionale, con i Coordinatori Regionali e con tutti i soci per poter attuare i progetti in corso e quelli che verranno delineati e per poter dare risposte alle domande dei colleghi e a quelle dei nostri pazienti: domande in ambito assistenziale, organizzativo, formativo, di ricerca clinica. Privilegiando i rapporti con Fondazione AIOM, con le società scientifiche nazionale e internazionale, con COMU e CIPOMO, con le associazioni dei pazienti, con i mass media, con i cittadini.

Cosa ritiene possa significare una donna al vertice dell’Oncologia italiana?
Una donna Presidente Eletto AIOM testimonia quanto sia cambiata la nostra società e la classe medica italiana. Ma non vorrei sovraccaricare di altri significati questa circostanza: ognuno di noi, uomo o donna, dà e darà il proprio contributo ad AIOM, secondo le proprie caratteristiche e la propria professionalità.