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AIOM 2014: “Il futuro è adesso”

By 7 Novembre 2014Aprile 7th, 2021No Comments
Dai congressi

Perché “Il futuro è adesso”? Lo spiega Francesco Cognetti, introducendo il workshop dedicato a tre farmaci: regorafenib, sorafenib e radio-223. Negli ultimi anni l’aumento delle conoscenze nel campo della biologia molecolare ed i vertiginosi progressi nello sviluppo di un numero davvero notevole di farmaci, ha creato una vera e propria commistione di presente e futuro: non si fa a tempo metabolizzare le nuove informazioni e ad applicarle nella pratica clinica , che già ce ne sono di nuove. È davvero necessario quindi trovare delle occasioni per rianalizzare le informazioni e confrontarsi sul loro valore clinico, a maggior ragione perché relative a farmaci, come in questo caso , efficaci per pazienti con malattie gravi ed in fase avanzata.

Intervista video a Francesco Cognetti
Responsabile Divisione Oncologia Medica A dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma

Attraverso l’analisi di due studi randomizzati di fase III, CORRECT e CONCUR, Fortunato Ciardiello analizza l’efficacia di regorafenib. Si parla di evidence-based medicine con altissimo livello di evidenza scientifica. I due studi hanno dimostrato l’efficacia di regorafenib in una popolazione di pazienti affetta da carcinoma del colon-retto metastatico ampiamente pretrattata, per i quali prima dell’avvento del farmaco non esisteva nessun ulteriore opzione. La sopravvivenza di questi pazienti è stata aumentata in maniera significativa.

Intervista video a Fortunato Ciardiello
Presidente eletto ESMO
Professore Ordinario di Oncologia Medica, Seconda Università degli Studi di Napoli
Direttore Dipartimento Universitario Medico-Chirurgico di Internistica Clinica e Sperimentale “F. Magrassi e A. Lanzara”, Napoli

Armando Santoro fa un excursus sui dati di sorafenib, che si conferma capostipite di classe terapeutica in diverse patologie. La storia di questo importante farmaco inizia già nel 2006 con la sua registrazione per il trattamento del carcinoma renale, dove è un farmaco importante nell’armamentario terapeutico in diverse linee di trattamento e popolazioni di pazienti. La seconda indicazione di sorafenib è l’epatocarcinoma, dove fino ad oggi rimane l’unico farmaco sistemico registrato per il trattamento di questa patologia. Infine, quest’anno, sorafenib ha dimostrato la sua efficacia anche nel trattamento del carcinoma differenziato della tiroide metastatico o localmente avanzato, resistente alla terapia con radioiodio.

Intervista video a Armando Santoro
Direttore Cancer Center UO Oncologia Medica ed Ematologia – Istituto Humanitas, Rozzano

Sergio Bracarda interviene su quella che potrebbe definirsi una vera rivoluzione nel trattamento del carcinoma prostatico resistente alla castrazione. Negli ultimi due anni si sono resi disponibili farmaci in grado di interagire con quello che viene considerato il motore della cellula tumorale prostatica, cioè l’androgenic receptor. Concentrando la nostra azione solo su questo meccanismo, potremmo andare incontro allo sviluppo di resistenze. il radio-223 agisce con un meccanismo d’azione completamente diverso, e offre un vantaggio in sopravvivenza: il farmaco induce un danno irreversibile alla doppia elica del DNA, con una elevata azione sulle cellule tumorali ma una limitata penetrazione nello spazio, quindi con una bassa tossicità midollare. In questo modo il farmaco si concentra sul principale bersaglio del tumore prostatico cioè le lesioni ossee. Il farmaco è compatibile con altre opzioni terapeutiche, anche potenzialmente in associazione (attualmente ci sono studi in corso). Dall’attuale scenario terapeutico si attende nei prossimi anni un incremento rilevante della sopravvivenza.

Intervista video a Sergio Bracarda
Direttore UO Oncologia Medica – AUSL 8, Arezzo