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Aggiungere nimotuzumab a gemcitabina migliora la OS nel tumore del pancreas avanzato?

A cura di Luciano De Fiore By 3 Giugno 2022No Comments
Dai congressi

Aggiungere nimotuzumab a gemcitabina migliora la OS nel tumore del pancreas avanzato? La risposta è sì, stando ai risultati di uno studio presentato al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago su 92 pazienti cinesi affetti da carcinoma pancreatico avanzato o metastatico di tipo K-Ras wild-type: la sopravvivenza globale aumenta, in particolare nei pazienti che non avevano avuto bisogno di un intervento chirurgico per l’ostruzione di un dotto biliare pancreatico.

Lo studio ha valutato un sottogruppo di tumori del pancreas, quelli KRAS wild-yype, raramente studiato in modo prospettico perché questa forma di tumore rappresenta meno del 10% di tutti i tumori pancreatici. Sarebbero interessanti ulteriori studi di confronto con la combinazione gemcitabina/nab-paclitaxel. Il trial di fase III in doppio cieco, ha randomizzato i pazienti a nimotuzumab (400 mg, ogni settimana) seguito da gemcitabina (1000 mg/m2 nei giorni 1, 8 e 15, ogni quattro settimane), oppure placebo più gemcitabina fino a progressione o a tossicità inaccettabile.

La sopravvivenza globale (OS) mediana è stata significativamente più lunga per i pazienti del gruppo nimotuzumab-gemcitabina (10,9 mesi) rispetto a quelli che hanno ricevuto gemcitabina più placebo (8,5 mesi). Il tasso di sopravvivenza a un anno è stato del 43,6% nel gruppo nimotuzumab-gemcitabina contro il 26,8% nel gruppo placebo-gemcitabina; il tasso di sopravvivenza a tre anni è stato rispettivamente del 13,9% contro il 2,7%. La sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) è stata di 4,2 mesi nel gruppo nimotuzumab-gemcitabina rispetto a 3,6 mesi nel gruppo placebo-gemcitabina.

Il beneficio in termini di OS nei pazienti che non hanno avuto bisogno di un intervento chirurgico per rimuovere un’ostruzione biliare è stato di 11,9 mesi rispetto a 8,5 mesi; per quelli che non hanno avuto un’anamnesi chirurgica, è stato di 15,8 mesi rispetto a 6,0 mesi per i gruppi nimotuzumab e placebo, rispettivamente. La PFS per coloro che non avevano un’anamnesi chirurgica di ostruzione biliare è stata di 5,5 vs. 3,4 mesi nei gruppi nimotuzumab vs. placebo, rispettivamente.

A questo punto, questi risultati potrebbero indurre a cambiare lo standard terapeutico sia pure limitatamente a un sottogruppo di pazienti affetti da tumore al pancreas avanzato, comunque molto difficile da trattare.

Fonte: ASCO2022, #LBA4011