Skip to main content

A caccia di nuovi biomarker e test nel carcinoma epatico

A cura di David Frati By 27 Giugno 2024No Comments
Dai congressi

Un approccio innovativo può aiutarci a implementare nuovi biomarker in grado di predire lo sviluppo di tumori epatici (HCC) nei pazienti con cirrosi, individuare precocemente le recidive post resezione chirurgica e in generale guidare il management dei pazienti. È quanto promettono alcuni studi presentati all’ESMO Gastrointestinal Cancers Congress 2024, in corso a Monaco.

Uno studio retrospettivo firmato da un team di ricercatori di Hong Kong ha evidenziato come l’analisi operata mediante un tool di intelligenza artificiale (AI) di esami del sangue di routine (emocromo completo, test di funzionalità epatica e renale e profili di coagulazione) ha mostrato di saper rilevare la presenza di HCC fino a un anno prima della diagnosi clinica. Utilizzando i risultati di 3.415 pazienti con HCC, è emerso che la sensibilità di screening associata all’AI era del 61,3% a 1-3 mesi, del 50,1% a 3-6 mesi, del 44,2% a 6-9 mesi e del 41,3% a 9-12 mesi prima della diagnosi. La sensibilità dell’AI è risultata superiore a quella del test aFP, che è rimasta al di sotto del 45% a tutti gli intervalli.

In un altro studio retrospettivo presentato al Congresso dal team di Maen Abdelrahim del Weill Cornell Medical College di Houston, il monitoraggio frequente del DNA circolante (ctDNA) si è dimostrato efficace nell’identificare le recidive precoci nei pazienti con HCC sottoposti a chirurgia. Tra i 64 pazienti sottoposti a trapianto di fegato e successivo monitoraggio delle recidive, tutti i 36 pazienti con test disponibili nella finestra di malattia minima residua (MRD), fino a 12 settimane dopo l’intervento, sono risultati negativi al ctDNA e 35 sono rimasti negativi a un follow-up mediano di 21,2 mesi. Su 61 pazienti con imaging disponibile entro 6 mesi dal test del ctDNA, è stata osservata una specificità a livello di campione del 99,5%. Tra i 47 pazienti sottoposti a epatectomia e successivo monitoraggio delle recidive, il ctDNA è stato rilevato in 7 dei 31 pazienti (22,5%) entro la finestra MRD; 4 hanno avuto una recidiva clinica e 3 un breve follow-up. Su 42 pazienti con immagini disponibili entro 6 mesi dal test, la positività del ctDNA è risultata prognostica per la recidiva, con un’hazard ratio per la sopravvivenza libera da recidiva pari a 12 (p<0,0001). Il ctDNA si è dimostrato utile anche per monitorare la risposta al trattamento nei pazienti con recidiva nota.

Kwok KN, et al. Early detection of HCC by routine blood-based AI. ESMO Gastrointestinal Cancers Congress 2024, Abstract 165MO
Abdelrahim M, et al. Circulating tumor DNA (ctDNA) testing for recurrence and treatment response monitoring in hepatocellular carcinoma (HCC). ESMO Gastrointestinal Cancers Congress 2024, Abstract 181P