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Bishal Gyawali: le priorità in Oncologia

By 15 Febbraio 2019Maggio 14th, 2021No Comments
A colloquio con...Speciali

“Credo che, ogniqualvolta si parli di priorità, solo un approccio improntato al buon senso possa aiutarci ad affrontare e risolvere problemi, in ogni campo”. È andato subito al punto Bishal Gyawali (qui tutto il suo intervento) e con queste parole ha aperto la terza riunione annuale 4words ‒ Le parole dell’innovazione in sanità e la sessione dedicata al concetto di priorità in medicina. Tuttavia, questo è un assunto che troppo spesso viene ignorato e Gyawali, attingendo alla sua esperienza di oncologo ma anche, in quanto blogger, di comunicatore, ce lo dimostra snocciolando una serie di esempi di errata prioritizzazione in oncologia, nella ricerca e nell’informazione scientifica.

Il primo eclatante caso riguarda il “Cancer moonshot project”, lanciato negli Stati Uniti nel 2016, e altre simili iniziative nate in paesi ad alto reddito a sostegno della ricerca oncologica. Gyawali ha sottolineato come tali programmi di ricerca siano incentrati su medicina di precisione, genetica clinica e altri filoni di indagine ad alto profilo tecnologico, pur non essendoci ancora alcuna evidenza che i risultati ottenuti in questi settori permettano di mantenere fede all’obiettivo primario dei progetti: salvare vite. Questa constatazione è tanto più sconcertante, secondo Gyawali, se si considera che esistono interventi essenziali usati per curare il cancro, come la chirurgia o la radioterapia, che sappiamo con certezza essere in grado di salvare vite e che tuttavia non sono ancora accessibili a gran parte della popolazione mondiale: almeno 5 miliardi di persone infatti non hanno accesso alla chirurgia oncologica di base.